Il bianco

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La tavolozza aperta, i pennelli accanto, e sul cavalletto è fissato già il foglio bianco. Completamente bianco.

È tutto pronto eppure c’è un istante di esitazione iniziale, non importa quanto possa durare ma sta lì a trattenermi, si tratta di una sensazione che puoi aver sperimentato magari dopo aver deciso di scrivere qualcosa su un foglio, fosse anche la lista della spesa.

Non sto parlando necessariamente di paura del foglio bianco, ma di una frizione dovuta ad una sorta di rispetto verso quel bianco, verso quello spazio vuoto.

Una cosa che forse non sai è che nell’acquerello il colore bianco non viene usato, se si vuole il bianco si deve lasciare intatto quello del foglio. Si parla appunto di “preservare” i bianchi, proprio come fossero qualcosa di prezioso.

E allora quella frizione potrebbe essere il desiderio di non riempire gli spazi vuoti con qualcosa che li coprirà definitivamente, perché in fondo quel vuoto ci dà la piacevole sensazione di un nuovo inizio, del “tutto è ancora da scrivere”.  Il bianco del foglio, per un solo istante, diventa metafora di libertà.

Ma cosa ce ne facciamo di questa libertà se poi non osiamo un po’? E così il momento passa e iniziamo a dipingere, scrivere o disegnare.

Giovadibla

Sono un acquerellista pleinair
e preferisco dipingere paesaggi urbani e rurali dove il tempo rallenta.

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