Nella newsletter di giugno ho parlato dei Rumba de Bodas, di quella volta che una dedica sbagliata si è trasformata in un acquerello e di un pomeriggio en plein air in buona compagnia
Un toast ed una spremuta d’arancia concludono la riunione dei volontari di acquabologna, decidiamo di mettere i cavalletti in spalla per continuare la giornata con una sessione di en plein air.
Camminiamo sotto i portici di Bologna cercando uno scorcio interessante, un gioco di ombre che catturi la nostra attenzione, incorniciamo palazzi tra le dita per studiare la composizione.
Così tra una chiacchiera e l’altra ci troviamo in piazza Santo Stefano e decidiamo di fermarci lì.
Sono passato tante volte in questa piazza, spesso con il cavalletto nello zaino e, nonostante sia una delle più belle e caratteristiche di Bologna, non sono mai riuscito a trovare quello spunto che mi invogliasse a fermarmi a dipingere.
Oggi invece c’è un’altra atmosfera, ma non sono le luci o le ombre ad essere differenti, sta tutto nella piacevole compagnia, nei discorsi e nelle risate che ci hanno portati in piazza.
Si dice che dipingendo dal vivo anche i suoni e i profumi influenzino l’acquerello, ma in realtà finiscono dentro anche le persone, sia i miei compagni di acquerello che i passanti che si fermano incuriositi. Ognuno, in un modo o nell’altro, aggiungerà il suo tocco di colore.
Tu preferisci dipingere per conto tuo o in compagnia?
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Giovadibla
Sono un acquerellista pleinair
e preferisco dipingere paesaggi urbani e rurali dove il tempo rallenta.
