Nella newsletter di luglio vi ho parlato di quella volta in cui non riuscivo ad entrare nel flow perché troppo concentrato sul risultato e di come gli acquerelli meditativi mi hanno aiutato a ritrovare il piacere del processo in sé.
Visto che il risultato aveva la meglio sul processo ho provato a portarlo un po’ in secondo piano e ho dipinto degli acquerelli senza avere un soggetto da riprodurre, partendo al massimo da un’idea: un fiore, un fiume, ma niente di definito.
Non importava se fosse venuto fuori qualcosa di buono o qualcosa da mettere in fondo ad un cassetto: volevo solo ritrovare il ritmo lento che mi accompagna quando dipingo.
Così ho iniziato a scegliere i colori che sentivo più in sintonia con me stesso e ho guardato l’acqua fluire e il colore spandersi sulla carta. Ogni tanto con il pennello ponevo qualche goccia di acqua o di colore, e rimanevo a guardare.
A prescindere dai risultati alla fine restava sempre un bel senso di armonia, i cerchi si chiudevano.
Ho cercato di memorizzare questa sensazione per portarla con me anche quando avrei approcciato a qualcosa di più definito, in modo da trovare un equilibrio tra il lasciarmi trasportare dal flusso e il tenere a mente il soggetto.
L’esperienza mi è piaciuta al punto da dedicare un giorno alla settimana a questo tipo di acquerello.
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Giovadibla
Sono un acquerellista pleinair
e preferisco dipingere paesaggi urbani e rurali dove il tempo rallenta.
